Come guadagnare con la volatilità. Volatilità storica, implicita, superfici di volatilità

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Come guadagnare con la volatilità. Volatilità storica, implicita, superfici di volatilità


Volatilità implicita, volatilità storica, superfici di volatilità… ma cos’è questa volatilità, ma soprattutto, perché è così importante per gli investitori finanziari?

La volatilità è senza dubbio un concetto fondamentale della finanza, ma non sempre le sue implicazioni, e il suo funzionamento sono chiari a tutti.

In questo articolo, cercheremo di fare chiarezza sul significato e su come possa fare la differenza sull’ottenere dei buoni risultati o meno.

La volatilità storica

Volendo utilizzare una semplice definizione, possiamo dire che la volatilità rappresenta lo scostamento dei prezzi, rispetto a un valore medio.

Prendiamo ad esempio un titolo azionario di un’azienda qualsiasi, e immaginiamo che nel 2023 il prezzo del titolo di questa azienda sia rimasto fermo a 10$.

Alla domanda: “Qual è stata la sua volatilità?” la risposta è “0”, in quanto non si è mossa di un centesimo rispetto al suo prezzo medio.

Ma se il prezzo dello stesso titolo fosse andato da 10$ a 15$, da 15$ a 5$, da 5$ a 25$, da 25$ a 10$, possiamo affermare che questo titolo ha una volatilità superiore al 100%.

Stiamo analizzando la volatilità storica, ovvero ci stiamo chiedendo quali siano stati i movimenti che il prezzo ha compiuto nel passato, rispetto a un prezzo medio.

Questa è un’analisi importantissima e utilissima, perché ci permette proiettare queste percentuali attese di movimento, sul futuro.

Se partiamo dall’assunto che un titolo ha una volatilità annuale attesa del 50%, ci si aspetteranno dei movimenti, verso l’alto o verso il basso, del 50%.

La volatilità storica ci permette anche di porzionare il passato in sezioni temporali, in modo da capire qual è stata l’evoluzione del movimento dei prezzi: cosa è successo 20 giorni fa, un anno fa, una settimana fa.

Se utilizziamo lo strumento Volatily Lab della TWS, andiamo a verificare la volatilità di un titolo, in questo caso META, a partire da 200 giorni. Dall’esempio notiamo che nel range compreso fra 200 e 75 giorni il titolo ha una volatilità compresa tra il 64 e il 70%.

Ma se stringiamo il campo, osserviamo che la volatilità negli ultimi due mesi e mezzo è fortemente aumentata rispetto al periodo precedente, ciò testimonia il fatto che negli ultimi tempi il titolo si è molto innervosito,

Risulta chiaro che queste informazioni sono molto importanti, soprattutto se unite ad altre informazioni, ci permettono di poter fare delle previsioni sul movimento del titolo.

Volatilità implicita

Un altro oggetto davvero spettacolare è la volatilità implicita, unico strumento in finanza, che ci permette di indagare il futuro.

Se la volatilità storica indaga il passato, la volatilità implicita guarda al futuro.

È interessante soffermarsi a pensare che, nessun indicatore o oscillatore che mettiamo su un grafico guarda al futuro, sono tutte elaborazioni matematiche che guardano al passato e che studiano come si è mosso un titolo nel passato.

La volatilità implicita guarda al futuro, perché viene costruita con un principio ingegneristico basato sulle opzioni presenti su un sottostante.

Potremmo affermare che la volatilità implicita è la futura volatilità storica, ovvero, stiamo prevedendo il movimento futuro di un sottostante, osservando come sono posizionati tutti gli investitori nel mondo delle opzioni.

Ma guardiamo qualche esempio.

Partiamo dall’Option Trader della TWS, ovvero la catena delle opzioni.

Stiamo osservando la catena delle opzioni del titolo META, qui possiamo andare a selezionare diverse scadenze, e per ciascuna scadenza, abbiamo una serie di strike. 

Ogni singolo strike dell’opzione, Call o Put, comprata o venduta, ha un prezzo.

Questo prezzo viene attribuito dal mercato, ed è determinato un po’ dal prezzo teorico delle opzioni, derivante dalle equazioni di Black-Scholes Merton, un po’ dal modo in cui i market maker quotano il rischio di un determinato titolo.

Associato a ciascuno strike, di ciascuna scadenza, c’è una volatilità: una specifica volatilità implicita.

Tornando sul Volatility Lab interroghiamo questo oggetto che ci restituisce delle curve che rappresentano la variazione della volatilità implicita, al variare degli strike.

Per ogni singola scadenza avremo una volatilità implicita.

Questo strumento non è altro che un piano cartesiano dove sull’asse delle x abbiamo gli strike, e sull’asse delle y le variazioni di volatilità in percentuale, e ciascuna curva, chiamata skew, rappresenta le variazioni di volatilità al variare dello strike, in base a una specifica scadenza.

Ma la volatilità implicita di un titolo è data dall’insieme di tutte le scadenze.

E grazie allo strumento illustrato nella figura, dove invece di due assi troviamo tre assi,

possiamo studiare il titolo basandoci anche sulle differenti scadenze.

Questo bellissimo strumento si ottiene dall’option trading della TWS, cliccando su 3d e impostandolo come riteniamo più opportuno fare.

È importante utilizzarlo per diversi motivi: per indagare i campi di probabilità, e farlo alle diverse scadenze ci permette di fare previsioni differenti; per costruire delle strategie in opzioni con le quali poter effettuare anche delle correzioni.

Per poter costruire delle strategie, concependone anche le eventuali correzioni, dobbiamo fare delle previsioni e dobbiamo immaginarci dei campi di volatilità, ma per poterle fare, oltre ad utilizzare tutti gli strumenti che abbiamo a nostra disposizione, un grande aiuto ci viene dato dal saper utilizzare la volatilità implicita.

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Di Massimo De Gregorio & Manlio D’Ortona

Insider Academy

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